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apr 06
2008
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Cantante, compositrice e polistrumentista. Angelica S. Scutti arriva al suo esordio discografico grazie ad un’etichetta romana e grazie ad una tenacia che le ha permesso di proseguire nel suo intento per molti anni. Un disco completamente composto arrangiato prodotto e suonato dall’artista capitolina, con l’aiuto di Alessandro Canini ( basso e batteria). Pomeriggi similabissali gioca su un sound dove l’elettronica e la chitarra elettrica rivestono lo stesso valore, nessun richiamo particolare a questo o quel nome «famoso». Un album molto personale, e se proprio dovessimo pensare a qualcuno diremmo di una Lalli «elettrica» o di una Cristina Donà più sperimentale.
(p.ro. - Il Manifesto)
"Graffia, anche quando la voce e' simile a un soffio leggero,"Pomeriggi similabissali" (Point of View Records, 2006) di Angelica Sauprel Scutti è un album che si avvicina all'ascoltatore sussurrandogli emozioni sempre velate da una bruma di mal di vivere. E le parole s'incidono nel profondo, grazie alla voce, intensa, dolente, raccolta: le quattordici tracce di "Pomeriggi similabissali", sembrano provenire da brani di un quaderno intimo, un diario in musica.
La cantautrice romana ha posto in questo suo primo lavoro molta cura nella parola, nel testo. Le canzoni sono poesie, che si schiudono nel loro pieno significato solo nel corso dell'ascolto e che acquistano pregnanza maggiore dopo ascolti ripetuti, Angelica Scutti stessa, spiega la scelta di pubblicare all'interno della copertina dell'album i testi battuti con una vecchia macchina da scrivere: "Altri caratteri sarebbero stati troppo leggibili. Finisce che si legge tutto il testo prima che inizi la canzone. In questo modo senza musica non lo capisci, perchè se lo ascolti lo scopri".
Lontana da scelte cantautorali leggere e zuccherose, Angelica Scutti, propone una formula più intrigante, adagiando le sue liriche su di un tessuto sonoro elettronico, che a tratti s'inasprisce e diviene ruvido materiale pulsante, a tratti invece lievita e crea atmosfere soffuse e oniriche.
Sonorità che mantengono, malgrado l'uso delle macchine, un'anima molto artigianale e pongono il lavoro di Angelica Scutti a metà strada fra la canzone d'autore di matrice italiana, l'indie e l'industrial. Generi, questi, che in "Pomeriggi similabissali", riecheggiano, più che imporsi, come fossero reminiscenze e che conferiscono alla musica della cantaurice un sapore urbano, vagamente underground. Essenziale, schietta, colta, Angelica Sauprel Scutti scava nell'animo e nelle cose e ne estrae una linfa da assaporare ad occhi chiusi."
Virginia Pietrogiovanna - Ticino 7
"Pomeriggi Similabissali" con la cover/booklet particolarissima che si dilata per quattro, volendo ricordare le belle copertine degli LP di una volta. Un disco che miscela elettronica ed acustica, che ha radici in un certo rock progressive raffinato. Angelica pur giovanissima è cresciuta con i suoni dei '70 nelle orecchie. Ma attenzione: il suo è un disco moderno, contemporaneo che ha i sospiri del presente, più che le nostalgie del passato. Il risultato è un songbook che " va via tutto di un fi ato ed in cui trovano spazio confessioni, astrazioni, poesie e molta musica, quella suonata ed arrangiata da lei nei quindici pomeriggi che danno il titolo all'album".Disco intimista? Forse, certo dilatato in un'atmosfera di space prog; con molta attenzione all'Io interiore. Come in "Poco importante", brano che vuole essere racconto fedele delle sue giornate no. "Come un animale - racconta Angelica - sono capace di esprimere in pochi secondi di furia indecifrabile tutto il malessere celato da un'indifferenza apparente. La cronaca racconta che scritto questo pezzo mi sia messa a piangere, ma nessuno può confermare nè smentire l'accaduto" o in "White- Hole Hortensia" : l'aprirsi di tutto quel bianco, della bellezza di un fiore così mistico. La spirale che trattiene i pensieri appena nati dal formularsi ed un placido adagiarsi nella sospensione di ogni temporalità. La musica ci accompagna in una "spiritualità floreale"... "
Gaetano Menna - Agrituristi
"Nell'opera prima di Angelica Sauprel Scutti (solo un singolo, "In Una Città", finora all'attivo) confluiscono, più o meno evidenti, i suoi ascolti preferiti: Hendrix, Dylan, The Police e Lou Reed, ma troviamo anche sostanziosi accenni psichedelici, meditate ambizioni cantautorali ed un pesante tocco tecnologico e sintetico, in una mistura di rock alternativo e samples che potrebbe riportare alla mente i Radiohead di "Kid A". Anche le atmosfere della dark wave più pregevole, The Cure in primis (ma non solo), trovano adeguato spazio in un lavoro che si deve interamente all'ideazione ed esecuzione di Angelica, con l'esclusione della sezione ritmica (basso e batteria) di cui ha voluto occuparsi Alessandro D. Canini. Grande maturità traspare da questo songbook, la cui natura di diario musicato spiega la varietà di sensazioni ed emozioni, pur in una assoluta coerenza del contesto. La ricercatezza di certe soluzioni e la naturale eleganza che promana non pregiudicano la spontaneità dell'insieme, che a tratti quasi rilassa, in altri interessa ed intriga. L'importante è non lasciarsi trarre in inganno da quest'aria aristocratica che pervade il disco, derivante anche dai titoli, dallo splendido e curatissimo artwork e persino dal doppio cognome dell'artista: si rischierebbe altrimenti di trascurare un album che ha anche notevoli potenzialità commerciali, e che della nobiltà esclude solamente la parte deteriore."
Dario Adile - Silent Scream
"Pomeriggi similabissali" si discosta totalmente dal suo precedente singolo. Quattordici perle di rara bellezza, suonate e arrangiate in 15 pomeriggi similabissali. Quattordici tracce da brivido che sconfinano in un cantautorato spontaneo, non pensato per il mercato, con arrangiamenti sospesi nel tempo e nello spazio. Quei piccoli 15 giorni diventano un'eternità.
Loop, atmosfere acide, ipnotiche, vorticose e sature d'ossigeno che rapiscono l'ascoltatore, che si ritrova immedesimato in uno di quei pomeriggi che, senza scadere nel blasfemo, hanno caratterizzato la passione della Scutti.
Prima vera traccia, dopo la breve intro di "Make Love With" è la visionaria "Allumettes", sospesa in vortici di chitarre e sibili ultraterreni: "Ed ogni volta silenziosamente/ ti prende l'inquietudine dei giorni". "Par avion" è magica e sensuale: una Ginevra di Marco sperimentale e astrale, dove l'attesa è un vano piacere venale "E se mi ami saprai aspettare".
L'alienazione è ben espressa in "Alien Taxi", acida, ossessiva e ipnotica, presente anche in una versione strumentale che chiude il Cd; "Init" è una ballata circolare e claustrofobica ("Quegli eroi di carta e inchiostro erano i miei eroi") che lascia posto a "E' tempo", che amplifica le paranoie, che costruisce muri difensivi.
Dall'aria decisamente più solare di "A.M." si passa ad un altro episodio che distilla emozioni a grumi: "Poco importante" ("Nubi e tempeste nell'iride"). Dal ritmo più sostenuto è "Ai Docks", intriso di elettronica velatamente 70's.
Che dire, "Pomeriggi similabissali" si eleva, a metà anno, come uno degli album rivelazione del 2006. Un lavoro imbevuto di sperimentazione fino al midollo, ricco di ambientazioni al limite del normale e del conscio. Angelica Sauprel Scutti si mette a nudo in 14 brani che, goccia dopo goccia, scavano nel marmo della nostra anima, per smontare i castelli di fantasmi che abbiamo dentro.
I suoi pomeriggi similabissali ben presto diventano anche i nostri. Profondità e voragini che ci inghiottono con chitarre distorte, ritmi sospesi nel vuoto, doppie voci e vortici sonori.
E da oggi i nostri pomeriggi non saranno più gli stessi."
Gufetto.it
"A voler essere sinceri, è da un bel po' di tempo che avevo riposto dentro all'immaginaria cartella 'delusioni musicali' la speranza che una grande autrice di canzoni potesse esibire cittadinanza italiana. Insomma, chi contrapporre a fanciulle del calibro di Cat Power, Bjork, Tracy Chapman e compagnia bella? Con tutto il rispetto, le varie Consoli, Meg, non farebbero certo un figurone. Strepitose interpreti, quelle sì, ma per sentire buone cose dovremmo forse risalire agli sporadici colpi di genio della Rettore... Angelica Sauprel Scutti ha fatto sì che mi smentissi, e mai smentita è stata tanto piacevole. Se perciò troverete che i toni usati in queste righe siano eccessivamente entusiastici, considerate quanto detto finora.
"Pomeriggi Similabissali", l'esordio su lunga durata dell'artista romana (che vanta al suo attivo, oltre al singolo "In Una Città", numerose collaborazioni e partecipazioni a concorsi), si presenta come un lavoro coraggiosamente avanguardistico, sospeso tra cantautorato colto e sperimentazione sonora e assolutamente in grado di sfuggire ogni tipo di etichetta e facile catalogazione di genere. Premessa l'univocità della proposta, se volessimo necessariamente andare a trovare delle affinità, si potrebbe citare roba tipo Sepiatone, certo Battiato, Cocorosie, alcuni momenti dei Cocteau Twins, ma a poco valgono i paragoni come a poco valgono le considerazioni, le infinite elucubrazioni mentali su un'arte, quella musicale, che, quando riuscita, si colloca in un luogo inaccessibile alle parole. Eviteremo quindi, sia concesso per una volta, di stare a snocciolare i pezzi uno a uno soffermandoci su strutture, strumentazioni e tutto ciò che di fronte alla più semplice bellezza non può far altro che impallidire. Basti sapere che si tratta di quattordici bozzetti elettroacustici intrisi di elegante e soffuso minimalismo, che non rinunciano a digressioni, soprattutto chitarristiche, più tipicamente rock.
In relazione alle liriche, delicate poesie metropolitane che Angelica offre ai suoi brani con voce incantevole e mai banale (al contrario di molte altre interpreti voci-perfette-ma-tutte-uguali), c'è da sottolineare quanto esse creino una simbiosi a dir poco strabiliante con la musica, creando un'intensità che spesso neppure i cantautori più navigati riescono ad ottenere. L'ultima nota spetta alla bellissima veste grafica formato poster, che impreziosisce l'opera riprendendone le atmosfere chiaroscurali. Sebbene la tentazione sia molto forte, aspettiamo una conferma da parte di Angelica per affermare che, anche da noi, è giunto il momento di vantare una creatività femminile finora assente."
Sensorium


